AMGEN Biotech Experience




 L’Amgen Biotech Experience (ABE) è un programma innovativo di educazione scientifica che introduce gli studenti all'importanza della scoperta scientifica attraverso un'esperienza di apprendimento della biologia molecolare che collega i concetti scientifici fondamentali alle applicazioni del mondo reale. Il programma fornisce agli insegnanti della scuola secondaria di 2° la formazione professionale, le risorse didattiche, le attrezzature di laboratorio e i materiali per coinvolgere gli studenti in un'esperienza educativa emozionante.

Ricerca dell'amido con il reattivo di Lugol

Foto di Anna Tedeschi

Durata: 15'

Scopo:

Individuare la presenza di amido all'interno degli alimenti grazie al reattivo di Lugol.

Teoria:

L'amido è un carboidrato polisaccaride usato dalle piante come riserva energetica, è facilmente digeribile dall'uomo e di conseguenza presente in molti alimenti di origine vegetale. È possibile individuare la presenza di amido grazie al reattivo di Lugol, costituito da una soluzione acquosa di I2 e KI, che insieme formano ioni triioduro I3-. Gli ioni triioduro formano un complesso con la struttura ad elica dell'amilosio (un componente dell'amido), questo complesso modifica i livelli energetici che gli elettroni degli atomi di iodio possono assumere, e di conseguenza cambiano le lunghezze d'onda che possono essere assorbite, e quindi cambia il colore: da giallo-arancio degli ioni triioduro a blu scuro - nero del complesso con l'amido.

La fauna del muschio

Foto di E. Mori, D. Edeh e P. M. Berzioli


Il muschio è un habitat piccolissimo, che però ospita moltissimi esseri viventi diversi: in questo esperimento estrarremo, osserveremo e classificheremo la fauna presente in un piccolo pezzo di muschio.

Questo esperimento nasce dall'attività di citizen science "I tardigradi vanno a scuola!" dell'Università di Modena e Reggio Emilia, invitiamo chi volesse svolgere l'esperimento a valutare di partecipare anche all'attività di citizen science.

App Seek e iNaturalist



In questa esperienza gli studenti impareranno ad utilizzare due strumenti informatici per riconoscere gli organismi e condividere le loro osservazioni con la comunità scientifica.

Indicatori di pH

Un indicatore di pH è una sostanza che cambia colore a seconda del pH della soluzione. Ma come mai ci sono tanti indicatori diversi? Quale indicatore usare in quale situazione? In questo esperimento gli studenti dovranno scegliere gli indicatori opportuni per individuare cinque diverse variazioni di pH in cinque diverse provette.

Foto di Gabriele Battilani

Misura dell'entalpia di soluzione del cloruro di calcio diidrato

Ci sono reazioni che liberano calore, e reazioni che lo assorbono. Per molte applicazioni può essere importante sapere quanto sia questo calore ceduto o assorbito, ma non sempre è facile misurarlo. Sappiamo però che per le reazioni che avvengono a pressione costante (come quasi tutte quelle con cui abbiamo a che fare) il calore scambiato è uguale alla variazione di entalpia, che dipende soltanto dallo stato iniziale e finale del sistema, e non da come avviene la reazione: possiamo quindi misurare il calore scambiato in un ambiente controllato, e sappiamo che quella stessa reazione scambierà sempre quella stessa quantità di calore, in qualsiasi altro contesto, basta che lo stato iniziale e finale siano sempre gli stessi. In questo esperimento misureremo la variazione di entalpia (quindi il calore scambiato) quando il cloruro di calcio si scioglie in acqua, e verificheremo che il valore misurato corrisponda a quello riportato in letteratura, e che quindi sia vero che la reazione libera sempre lo stesso calore (per unità di quantità di materia), indipendentemente da dove e come avviene.

Determinazione degli zuccheri riducenti nel vino

I vini ottenuti per fermentazione completa contengono quantità molto piccole di zuccheri fermentescibili e vengono commercialmente denominati vini secchi; quantità maggiori di zuccheri riduttori sono contenuti nei vini dolci naturali ottenuti per fermentazione incompleta e nei vini liquorosi. La determinazione quantitativa del saccarosio (zucchero non riducente) si esegue solo per vini speciali e liquorosi (metodo polarimetrico).
Per analizzare gli zuccheri riduttori occorre diluire il mosto e i vini dolci in modo da ottenere una soluzione zuccherina circa dell’1% (diluire 20 volte). Per i vini secchi usare il vino tal quale. E’ possibile decolorare i vini rossi per trattamento carbone attivo seguito da filtrazione.

Durata: 1 ora


Scopo:

Determinare gli zuccheri riduttori presenti nel vino utilizzando il reattivo di Fehling

Teoria:

in rapporto alla loro facile ossidabilità, i carboidrati mostrano un azione riducente su alcuni ioni metallici. Alcune di queste reazioni di riduzione vengono utilizzate al fine del loro riconoscimento. La determinazione analitica di Fehling si basa sulla riduzione del solfato rameico (CuSO4) a ossido rameoso (Cu2O). Il primo è solubile e di colore blu mentre il secondo è di colore rosso e forma un precipitato. 
Siccome la riduzione del rame avviene in ambiente basico è necessario aggiungere tartrato per complessare il Cu2+ ed evitare la sua precipitazione come idrossido rameico.

Materiale:

  • Reattivo di Fehling A (69,278 g di CuSO4•5H2O in 1l di acqua distillata)
  • Reattivo di Fehling B (346 g di tartrato sodico potassico e 100g NaOH in 1l di acqua distillata)
  • Blu di metilene (soluzione acquosa al 0.5%)
  • Vino bianco
  • Acqua distillata

Strumenti:

  • 3 beute da 250 ml
  • Pipette
  • Palline di vetro
  • Piastra riscaldante
  • Buretta

Procedimento:

  1. Preparare 3 beute da 250 ml, sgocciolare in ciascuna 5 ml di sol. A e 5 ml di sol. B, diluire con 40 ml di acqua distillata e aggiungere qualche pallina di vetro.
  2. Eseguire un prova orientativa sulla prima beuta. La titolazione deve essere completata entro 2-3 minuti, tenere in considerazione che il viraggio non è istantaneo. Portare all'ebollizione il liquido contenuto nella prima beuta, aggiungere alcune gocce di blu di metilene e mantenendo la soluzione in agitazione, sgocciolare con una buretta la soluzione zuccherina in esame fino alla scomparsa del colore blu che consente di osservare il rosso caratteristico del Cu2O. La soluzione, al viraggio, deve essere completamente rossa, non deve presentare alcun riflesso bluastro. Particolare attenzione deve essere posta al colore della schiuma che deve essere bianca. Infatti il CuSO4 rende la schiuma bluastra, mentre il Cu2O essendo praticamente insolubile non la colora per niente. Si ottiene in questo modo un valore approssimativo del volume necessario alla riduzione del liquido di Fehling.
  3. Si ripete la prova altre due volte aggiungendo rapidamente al liquido in ebollizione un volume di soluzione zuccherina di poco inferiore a quella del viraggio precedente. Si attende 1 minuto, si aggiungono 2 gocce di blu di metilene che dovranno colorare di blu la soluzione
  4. Si attende un altro minuto e si completa la titolazione sgocciolando altra soluzione zuccherina sino alla scomparsa del blu.

Risultato:

10 ml di liquido di Fehling necessitano per essere completamente ridotti di 0.0515 g di zucchero invertito, quindi a viraggio ottenuto il volume sgocciolato di soluzione zuccherina conterrà questa quantità di zucchero invertito. E' opportuno diminuire i ml di soluzione sgocciolata di una piccola quantità (0.1 ml) per tener conto della quantità approssimativamente consumata dall'indicatore.
Nel vino il valore normale di zuccheri varia tra 2 e 5 g/l. Se il viraggio supera 40-50 ml di vino per titolare 10 ml di liquido di Fehling si dice che il contenuto di zuccheri è trascurabile.


Consigli di sicurezza:

Prestare attenzione alla vetreria e alla piastra riscaldante.
Smaltire le soluzioni utilizzate in modo adeguato. 

Commenti:

Bibliografia:

Galvanostegia

La galvanostegia è un processo elettrochimico con il quale è possibile ricoprire stabilmente un oggetto metallico con un metallo più pregiato ( es. oro, argento, rame, nickel, etc. ). Si effettua in un bagno galvanico sfruttando il passaggio di una corrente continua a basso voltaggio. L'oggetto funge da catodo e su di esso si ha la riduzione del metallo pregiato, mentre per anodo si utilizza una lamina di quest'ultimo che, ovviamente, si ossida. Il bagno galvanico è una soluzione di un sale del metallo pregiato. 
Il processo, che fa parte della galvanotecnica, ha numerosissime applicazioni industriali. In alcuni casi è definita placcatura.

Durata: 1 ora


Scopo:

Placcare un oggetto ferroso con la tecnica della galvanostegia 

Teoria:

La galvanostegia è condotta in una cella elettrolitica in cui l'anodo è costituito dal metallo di copertura mentre il catodo è costituito dall'oggetto da ricoprire. Il bagno elettrolitico è una soluzione contenete un sale disciolto del metallo da depositare. Il questo modo all'anodo lo ione metallico del metallo da depositare passa in soluzione mentre al catodo si depositerà come metallo. Avverranno infatti le seguenti ossidoriduzioni:
ossidazioneCu -----> Cu2+ + 2e 
riduzioneCu2+ + 2e -----> Cu


Materiale:

  • Solfato di rame sol. 10/20%
  • Rame in lamina
  • Oggetto in lega di ferro 
  • Idrossido di sodio 4M
  • Acido cloridrico sol. 1:3
  • Acetone

Strumenti:

  • Generatore c.c. 6 volts
  • Cavi con mosetti
  • Becher

Procedimento:

  1. Decapaggio preliminare dell'oggetto con acetone 
  2. Immergere l'oggetto in Acido cloridrico e poi in Idrossido di sodio
  3. Sciacquare con acqua distillata e asciugare
  4. Connettere la lamina di rame al morsetto a coccodrillo del polo positivo
  5. Connettere l'oggetto al polo negativo
  6. Immergere anodo e catodo nella soluzione galvanica posta in un becher 
  7. Accendere il generatore
  8. Ruotare continuamente l'oggetto per ottenere una ricopertura uniforme

Risultato:

Dopo pochi minuti si potrà osservare la deposizione permanente del metallo sull'oggetto che non potrà essere rimosso con strofinatura.

Consigli di sicurezza:

Fare attenzione agli acidi, basi e solventi utilizzati, indossare dpi adeguati.

Commenti:

Bibliografia:

https://www.bisceglia.eu/chimica/lab/galvano.html
https://www.chimica-online.it/download/galvanostegia.htm

Determinazione del carbonato di calcio in un guscio d'uovo

Un guscio d’uovo è composto da carbonato di calcio, zinco, fosforo, manganese, ferro e cromo. Un uovo di dimensioni medie contiene nel guscio circa 750-800 mg di calcio e rappresenta circa il 10% del peso dell’uovo. Con questa esperienza proveremo a calcolare l'effettiva quantità in percentuale di Carbonato di Calcio in un guscio d'uovo.

Durata: 1h


Scopo:

Determinare la percentuale di carbonato di calcio in un guscio d'uovo, mediante una retrotitolazione acido-base.

Teoria:

Il carbonato di calcio è un sale basico poco solubile ed è quindi un composto difficile da titolare. Per determinarne la concentrazione in percentuale è quindi necessario procedere con una retrotitolazione, ovvero una titolazione in cui l'analista è fatto reagire preventivamente con una quantità nota di reagente in eccesso. La titolazione avverrà poi sul reagente in eccesso titolato con un secondo titolante a concentrazione nota.


Materiale:

  • 3 uova 
  • HCl 0.5 M
  • NaOH 0.5 M
  • Fenolftaleina

Strumenti:

  • Bilancia tecnica
  • Becher da 500 ml
  • Piastra riscaldante
  • Sostegni e pinze a ragno x2
  • Burette x2
  • Imbuti x2
  • Beute x2
  • Vetrino d'orologio
  • Mortaio e pestello
  • Spatola
  • Stufa

Procedimento:

  1. Bollire le uova, raffreddarle e sgusciarle;
  2. Eliminare dai gusci la membrana interna e macinare nel mortaio fino ad ottenere una polvere;
  3. Seccare la polvere nella stufa a 105° C per 30 minuti;
  4. Pesare una quantità nota di polvere e inserire in una beuta;
  5. Aggiungere 35 ml di HCl 0.5 M;
  6. Bollire per 5 minuti su piastra per favorire la dissoluzione;
  7. Raffreddare e aggiungere 2 gocce di fenolftaleina;
  8. Titolare con NaOH fino a un viraggio al rosa permanente per almeno 10 secondi;
  9. Procedere con l'analisi dei dati per determinare la percentuale di carbonato di calcio presente nel guscio d'uovo.

Risultato:

Analizzando i dati con i seguenti calcoli si ottiene:

Moli di HCl = M x V / 1000

Moli di NaOH = M1 x V1 / 1000

Moli di CaCO3 = 1/2 (moli di HCl - moli di NaOH)

Massa di CaCO3 = moli x massa molare

%CaCO= grammi sperimentali x 100 / massa polvere pesata


Consigli di sicurezza:

Utilizzare protezione per gli occhi, camice e guanti.

Commenti:


Bibliografia:

https://farelaboratorio.accademiadellescienze.it/esperimenti/scienze/29 
https://www.chimicamo.org/chimica-analitica/retrotitolazione/

Pila di Daniell

Nel 1836 John Frederic Daniell elaborò una pila, poi chiamata pila di Daniell, partendo dalle invenzioni di Volta e migliorandole fino a raggiungere un notevole successo in termini di sicurezza e tensione. Dimostrò infatti che l'energia elettrica prodotta non derivava dalla tensione di contatto tra metalli diversi, bensì da una reazione chimica.

Durata: 1 ora


Scopo:

Riprodurre la pila di Daniell e accendere un dispositivo elettronico mediante l'energia prodotta

Teoria:

La pila di Daniell è formata da due semicelle:
-la lamina di rame immersa nella soluzione del suo sale
-la lamina di zinco immersa nella soluzione del suo sale
Creando un circuito chiuso con i cavetti e il ponte salino otterremo una differenza di potenziale che genera quindi corrente elettrica.
La lamina di Zinco si ossida mandando in soluzione ioni Zinco, corrodendosi e caricandosi negativamente. Ossidandosi libera elettroni che si spostano attraverso i cavetti.
La soluzione di Solfato rameico pian piano sbiadisce perché gli ioni Rame (che conferiscono la colorazione azzurra alla soluzione) acquistano gli elettroni ceduti dalla lamina di Zinco e si riducono a Rame metallico.
Il ponte salino serve a compensare gli eccessi di carica: la soluzione satura di KCl ha un'alta concentrazione di ioni disciolti K+ e Cl-. Gli ioni cloruro passano lentamente alla soluzione dove gli ioni Zn++ rendono la soluzione man mano più positiva, compensando l'eccesso di positività.
Gli ioni Potassio andranno lentamente nella soluzione di Solfato di rame che diventerebbe sempre più negativa per impoverimento di ioni Cu++.
Grazie al ponte salino quindi le due soluzioni vengono "neutralizzate" permettendo il proseguimento delle reazioni e quindi il passaggio di corrente.

Materiale:

  • Soluzione CuSO4 1M
  • Soluzione ZnSO4 1M
  • Soluzione satura di KCl
  • lamierino di rame
  • lamierino di zinco

Strumenti:

  • 2 becher da 100 ml
  • tubo in vetro a U
  • voltmetro
  • cavetti metallici per collegamento elettrodi
  • morsetti a coccodrillo
  • termometro elettronico

Procedimento:

  1. Mettere le due soluzioni di ZnSO4 e CuSO4 nei due becher
  2. Riempire il tubo a U con la soluzione satura di KCl (va bene anche NaCl) e tappare i due lati con l'ovatta
  3. Inserire il lamierino di Cu nel becher con la soluzione di CuSO4
  4. Inserire il lamierino di Zn nel becher con la soluzione di ZnSO4
  5. Inserire il tubo a U a cavallo dei due becher in modo da formare un ponte salino
  6. Connettere i morsetti alle lamierine e gli elettrodi al tester verificando l'effettivo passaggio di corrente (circa 1,1 V)
  7. Disconnettere gli elettrodi dal tester e inserirli nel termometro al posto della pila

Risultato:

Osservando il tester si può rilevare il passaggio di corrente di circa 1,1 V che calerà gradualmente fino ad esaurirsi. Nell'inserimento tra i cavetti conduttori del voltmetro, proviamo ad effettuare due volte il collegamento, invertendo i due cavetti. Ci accorgeremo che il collegamento non è indifferente, infatti quando si effettuano misure in corrente continua con uno strumento analogico è necessario utilizzare la corretta polarità:
* il terminale rosso del voltmetro andrà sul polo + (positivo) della batteria; 
* il terminale nero andrà sul polo - (negativo) della batteria. 
Il voltaggio è troppo basso per poter accendere una lampadina ma connettendo un qualunque strumento a basso assorbimento come un piccolo display di un termometro è possibile accenderlo grazie alla pila appena costruita.


Consigli di sicurezza:

Utilizzare sempre camice e guanti di protezione.

Commenti:

Bibliografia:

http://storiedimetalli.blogspot.com/2013/05/costruiamo-una-pila.html

Soluzioni tampone

Le soluzioni tampone sono miscele costituite da un acido debole e il suo sale con una base forte (la sua base coniugata) oppure una base debole e il suo acido coniugato. La loro proprietà è quella di riuscire a mantenere inalterato il pH in seguito all'aggiunta di moderate quantità di acidi o basi forti.

Durata: 1 ora


Scopo:

Verificare il potere tamponante di una soluzione tampone creata al momento

Teoria:

Prendendo l'esempio di una soluzione tampone costituita da CH3COOH e CH3COONa avremo che l'acido acetico dissocia parzialmente essendo un acido debole: 
CH3COOH + H2 CH3COO- + H3O+
mentre l'acetato di sodio dissocia completamente: 
CH3COONa  CH3COO- + Na+  
Il sale serve ad aumentare la concentrazione dello ione CH3COO- che permetterà la formazione di una soluzione con concentrazioni simili di CH3COOH e CH3COO- necessari per conferire il potere tamponante alla soluzione.

  

Materiale:

  • Acqua distillata
  • Indicatore universale
  • HCl 0,1 M
  • NaOH 0,1 M
  • CH3COOH 0,1 M
  • CH3COONa 0,1 M

Strumenti:

  • 6 provette
  • Portaprovette
  • Pipette

Procedimento:

  1. Introdurre nelle prime 3 provette 4 ml di acqua distillata;
  2. Introdurre nelle seconde 3 provette 2 ml di acido acetico + 2 ml di acetato di sodio;
  3. Aggiungere 2 gocce di indicatore universale ad ogni provetta;
  4. Aggiungere a una provetta contenente acqua e a una contenente soluzione tampone 5 gocce di HCl 0,1 M;
  5. Aggiungere ad altre provette contenenti acqua e soluzione tampone 5 gocce di NaOH 0,1 M;
  6. Le altre provette servono come riferimento quindi non aggiungere nulla;
  7. Osservare i valori di pH di ogni provetta.

Risultato

Aggiungendo alcune gocce di acido e base forte alle provette contenenti acqua e indicatore universale noteremo un viraggio cromatico notevole dato dal cambiamento di pH della soluzione.
Le provette contenenti acqua alle quali sono state aggiunte 
 - 5 gocce di acido cloridrico diventano di colore rosso che corrisponde a un pH di circa 2
 - 5 gocce di idrossido di sodio diventano di colore blu che corrisponde a un pH di circa 11
 - nulla rimane verdognolo che corrisponde a un pH 7

Aggiungendo alcune gocce di acido e base forte alle provette contenenti la soluzione tampone e indicatore universale non noteremo alcun cambiamento di colore, prova del fatto che il pH rimane costante mitigato dal potere tamponante della soluzione.

All'aggiunta di un acido forte alla soluzione tampone aumenteranno gli ioni H3O+ che verranno annullati da CH3COO-  (CH3COOH + H2 CH3COO- + H3O+  la reazione si sposta verso sinistra).
All'aggiunta di una base forte gli ioni OH- saranno neutralizzati dagli ioni H3O+ generati dalla dissociazione dell'acido acetico.
  

Consigli di sicurezza:

Utilizzare guanti e dispositivi di protezione per maneggiare gli acidi e le basi forti.
Fare attenzione alla vetreria.


Commenti:

Bibliografia:

https://www.skuola.net/chimica/organica/soluzioni-tampone.html
https://www.chimica-online.it/download/acidi_basi/soluzioni_tampone.htm

Conducibilità di una soluzione elettrolitica

Nel 1813 Michael Faraday pose le basi dell'elettrochimica assumendo che il passaggio di corrente elettrica sia dovuto alla presenza di ioni positivi (cationi) e ioni negativi (anioni), ossia di particelle o atomi o raggruppamenti di atomi rispettivamente deelettronati o superelettronati. Questo comporta che il non passaggio di corrente elettrica escluda la presenza di particelle con carica elettrica e porta ad ammettere la presenza di esclusiva di molecole neutre. 

Studiare la conducibilità di una sostanza fornisce informazioni sulla natura delle particelle provenienti dai soluti e prove sulla natura dei legami tra di loro esistenti. 

Durata: 1 ora 


Scopo:

Stabilire la conducibilità o non conducibilità di sostanze pure o in soluzione mediante il conducimetro a comparazione ottica.

Teoria:

Il conducimetro a comparazione ottica è un apparecchio capace di sottoporre a prova di conducibilità 3 soluzioni contemporaneamente utilizzando corrente elettrica alternata proveniente da un trasformatore. Se la sostanza immessa nella celletta (becher) di un circuito è capace di condurre corrente elettrica la relativa lampadina si accenderà e illuminerà con intensità direttamente proporzionale alla sua conducibilità. Se la sostanza non conduce la lampadina non si accende. 

Materiale:

  • Acqua distillata
  • Soluzione acquosa NaCl
  • HCl 1 M
  • Soluzione acquosa di saccarosio 
  • Alcol etilico
  • CuSO4 0,1 M 
  • Glicerina

Strumenti:

  • Conducimetro a comparazione ottica 
  • Trasformatore 
  • Cavetti 

Procedimento:

  1. Prendere i 3 becher del conducimetro e introdurre nel primo circa 30 ml di acqua distillata, nel secondo la soluzione di NaCl e nel terzo la soluzione di saccarosio;
  2. Inserire i becher negli alloggiamenti del conducimetro e montare i rispettivi elettrodi;
  3. Collegare il conducimetro al trasformatore con i cavetti e collegare il trasformatore alla rete elettrica;
  4. Selezionare 12 V e accendere il trasformatore;
  5. Osservare l'accensione delle lampadine e annotare in tabella;
  6. Aggiungere a ciascun becher circa 10 ml di acqua distillata e osservare se ciò migliora o peggiora la conducibilità delle sostanze;
  7. Spegnere il trasformatore e lavare becher e elettrodi, e reinserirli con tre nuove sostanze: Glicerina, Alcol etilico e CuSO4;
  8. Riaccendere il trasformatore e ripetere le osservazioni e i punti da 5 a 7.

Risultato:

E' possibile compilare una tabella con le osservazioni 


Quali sostanze nel loro stato normale conducono corrente elettrica?
Quali soluzioni non conducono corrente elettrica e quali la conducono?
Quali sostanze sono classificabili come elettroliti e quali come non elettroliti?
L'aggiunta di acqua alle varie sostanze solide determina la comparsa di conducibilità?
Perché NaCl conduce e il saccarosio no?
Perché l'aggiunta di acqua alle soluzioni di NaCl e di CuSO4 determina una diminuzione della loro conducibilità elettrica?


Consigli di sicurezza:

Porre l'adeguata attenzione nella manipolazione del materiale elettrico.
Non toccare gli elettrodi e le parti metalliche quando il trasformatore è acceso.
Indossare guanti e camice protettivo per la durata dell'esperimento.

Commenti:


Bibliografia:

Sperimentazioni allievi Conducimetro  - Paravia - scheda n. 53485

Determinazione della densità di un gas

La densità di un gas dipende da vari fattori: il tipo di gas, la temperatura e la pressione in cui si trova il gas. E' possibile calcolare la densità di un gas con una formula che discende dalla legge dei gas perfetti.
Un gas perfetto è un gas le cui molecole sono puntiformi e di volume trascurabile, tutte uguali tra loro, che interagiscono con urti elastici tra loro e il contenitore in cui si trovano muovendosi di moto casuale.
La legge dei gas perfetti però può descrivere bene anche i gas reali in condizioni di pressione e temperatura lontane da quelle in cui avviene il passaggio di stato da gassoso a liquido. Possiamo quindi usare la stessa formula per calcolare la densità dei gas reali.


Durata: 1 ora

Scopo:

Determinare la densità dell’anidride carbonica ottenuta per reazione di bicarbonato di sodio con acido acetico al 10%.

Teoria:

La densità di un gas è data dal prodotto tra massa molare e pressione fratto il prodotto tra temperatura e costante universale dei gas.

d= PMm/RT

Che deriva dalla legge dei gas ideali  PV=nRT dove n è il numero di moli 




Materiale:

  • Acido acetico 10%
  • Bicarbonato di sodio 
  • Acqua

Strumenti:

  • Cilindro graduato da 100 ml
  • Beuta da 250 ml
  • Tappo di gomma forato
  • Tubo in vetro a L
  • Tubo di gomma flessibile
  • Bacinella con diametro superiore all'altezza del cilindro
  • Carta da filtro
  • Sostegno universale con pinza
  • Bilancia tecnica
  • Pinza di Mohr

Procedimento:

  1. Annotare sul quaderno di laboratorio il valore della temperatura e quello della pressione dell’ambiente;
  2. Riempire la bacinella di acqua e riempire completamente il cilindro di acqua, immergendolo nella bacinella. Metterlo in posizione verticale, facendo attenzione a non far entrare aria, fissarlo all’asta di sostegno con la pinza;
  3. Inserire nel cilindro il tubo di gomma collegato al tappo forato, nel quale è già stato introdotto il tubo di vetro a «L»: nel compiere questa operazione, spingi il tubo di gomma più in alto possibile;
  4. Chiudere il tubo di gomma con la pinza di Mohr, circa a metà;
  5. Mettere sulla bilancia tecnica il pezzetto di carta da filtro fare la tara e pesare diverse quantità di bicarbonato di sodio da 1,5 a 2 g;
  6. Aggiungere sulla bilancia la beuta contenente 100 mL di acido acetico al 10%;
  7. Annotare la massa complessiva della beuta (M1) e del bicarbonato sul quaderno di laboratorio;
  8. Aggiungere il bicarbonato all’acido acetico, versandolo direttamente dalla carta da filtro nella beuta;
  9. Chiudere il recipiente il più velocemente possibile, con il tappo di gomma collegato al tubo, poi togliere la pinza di Mohr: il gas che si sviluppa provoca un abbassamento del livello dell’acqua contenuta nel cilindro;
  10. Leggere sul cilindro graduato il volume (V) del gas, quando la reazione è finita;
  11. Stappare la beuta e pesarla (M2);
  12. Verificare che si tratti di CO2 attraverso l’introduzione di una candela accesa nella beuta, dopo aver eseguito la pesata.


Risultato:

Costruire una tabella con i dati ricavati dall'esperimento:


Determinare la massa del gas ottenuto dalla reazione  M gas = M1 - M2

Riportare in grafico i valori di volume e massa trovati da ogni gruppo e determinare la densità dell'anidride carbonica.

Consigli di sicurezza:

Si consiglia di fare attenzione nel maneggiare la vetreria.

Commenti:

Bibliografia:

http://www.leviponti.edu.it/Didattica/Dispense/Chimica/ManualeEsperienzeLaboratorioChimicoBiennio.pdf
https://slideplayer.it/slide/191237/

Preparazione della liscivia



La liscivia è una soluzione alcalina contenente solitamente idrossido di sodio (soda caustica) oppure idrossido di potassio (potassa caustica) intorno al 33%. Veniva utilizzata anticamente come detergente per panni, usato prima della diffusione delle lavatrici e dei moderni detersivi, realizzato trattando con acqua bollente la cenere di legno o di carbone di legna, che contiene grandi quantità di carbonato di sodio e di potassio.
I primi saponi sono stati ottenuti con l'azione della liscivia sui grassi come olio d'oliva o sego; tale processo è conosciuto come saponificazione. 
L'abitudine all'uso della liscivia per la pulizia è molto antica, essa è documentata fino dai tempi degli Assiri (2500 a.C.), e si è conservata per tutto il Medioevo, il Rinascimento e, nelle zone rurali, fino all'inizio del XX secolo. Dai paesi del medio oriente viene poi l'uso di aggiungere olio d'oliva o grasso animale alla liscivia calda per ottenere così il sapone.


Durata:  2 ore ebollizione + 24 ore per cristallizzare


Scopo:

Preparazione del carbonato di potassio dalla cenere di legno

Teoria:

La cenere di legno è composta principalmente da quattro elementi: Calcio, Potassio, Fosforo, Magnesio.

Dalle ceneri di legno è possibile ottenere un composto potassico fortemente basico, per questo motivo per secoli la liscivia, prodotta dall'ebollizione delle ceneri di legno, è stata il migliore detergente da bucato.

Più in generale la cenere di legno è stata sempre considerata un ottimo fertilizzante potassico. Il potassio, infatti, è uno dei 3 elementi necessari in relativamente forte quantità ( megaelementi ) a garantire la germinazione, la crescita e la fruttificazione delle piante.


Materiale:

  • Cenere di legno
  • Acido cloridrico sol. 1/3
  • Acqua distillata

Strumenti:

  • Filtro di carta
  • Imbuto
  • Sostegno per imbuto
  • Cartine all'indicatore universale
  • Filo nickel-cromo
  • Vetro al cobalto
  • Becher da 250 ml
  • Bacchetta in vetro
  • Palline in vetro
  • Piastra riscaldante
  • Becco bunsen

Procedimento:

  1. Versare 200 ml di acqua distillata in un becher;
  2. Aggiungere 3 g di cenere di legno mescolando fino a completa dispersione;
  3. Aggiungere 5 palline di vetro per favorire un'ebollizione uniforme e porre su piastra riscaldante;
  4. Mescolare e mantenere l'ebollizione per circa 2 ore;
  5. Aggiungere acqua distillata per mantenerne il livello inalterato;
  6. Spegnere la piastra e lasciare riposare per circa 15 minuti facendo decantare le particelle di cenere;
  7. Filtrare il sopranatante con filtro di carta e immutino sgocciolando il filtrato in un nuovo becher;
  8. Mettere il becher col filtrato sulla piastra riscaldante e portare a ebollizione finché il volume non si sarà ridotto di 1/10 (circa 10 ml);
  9. Lasciare evaporare per almeno 24 ore per permettere la cristallizzazione del sale;
  10. Raccogliere i cristalli di carbonato di potassio e procedere con un saggio alla fiamma.
  11. Procedere al saggio con cartina indicatrice per verificare il pH dei cristalli.

Risultato:

Il carbonato di potassio se sottoposto al saggio alla fiamma emette una colorazione violetta tipica degli ioni potassio, tuttavia la possibile presenza di sodio potrebbe mascherare la colorazione viola, per cui è necessario procedere all'osservazione tramite un vetro al cobalto.
Il saggio del pH con cartina indicatrice evidenzia il carattere fortemente basico del carbonato di potassio.
E' possibile procedere con l'aggiunta di HCl sol. 1/3 a qualche cristallo di sale per verificare la presenza del carbonato grazie alla produzione di effervescenza per lo sviluppo di anidride carbonica.


Consigli di sicurezza:

Si consiglia di utilizzare sempre tutti i dpi necessari. 
Visto il carattere fortemente basico del carbonato di potassio sarà necessario trattarlo indossando guanti e occhiali, che andranno mantenuti anche al momento dell'aggiunta di HCL, mentre è consigliato procedere ai saggi alla fiamma sotto cappa aspirante con vetro protettivo abbassato.


Commenti:


Bibliografia:


Stechiometria

La stechiometria (greco στοιχεῖον (stoichéion) "elemento" e μέτρον (métron) "misura") è la branca della chimica che studia i rapporti quantitativi (rapporti ponderali) delle sostanze chimiche nelle reazioni chimiche.

La stechiometria di reazione indica in che rapporti due o più sostanze reagiscono tra di loro. Essa viene rappresentata attraverso coefficienti, detti appunto coefficienti stechiometrici, i quali esprimono i rapporti molari con cui le sostanze coinvolte nella reazione reagiscono. Il calcolo stechiometrico permette di determinare matematicamente le quantità di reagenti e prodotti coinvolti in una reazione chimica.

Durata: 1 ora


Scopo: 

Determinare la resa di anidride carbonica in base alla stechiometria della reazione tra bicarbonato di sodio e aceto


Teoria:

Quanta anidride carbonica si sviluppa per ogni grammo di bicarbonato di sodio? Con questo esperimento vogliamo calcolare la quantità di anidride carbonica sviluppata nella reazione tra aceto e bicarbonato di sodio per dimostrare i rapporti stechiometrici della reazione. L'esperimento sarà ripetuto più volte applicando il metodo scientifico e per poterne calcolare l'errore.

Materiale:

  • Aceto
  • Bicarbonato di sodio

Strumenti:

  • Bilancia tecnica
  • Becher

Procedimento:

  1. Numerare 3 becher da 1 a 3 e annotare le loro masse in tabella;
  2. Pesare in ognuno dei 3 becher una quantità di bicarbonato di sodio compresa tra 1,5 e 2 g e annotarne il peso in tabella;
  3. Pesare in un becher 50 g di aceto;
  4. Pesare il becher con l'aceto ed annotarne la massa totale;
  5. Versare lentamente l'aceto nel becher n.1 facendo attenzione a non far fuoriuscire la schiuma;
  6. Pesare il becher che conteneva l'aceto e annotarne la massa;
  7. Muovere il becher con all'interno la reazione per permettere a tutto il bicarbonato di reagire (non usare strumenti per mescolare perché ne modificherebbero la massa!);
  8. Ripetere i punti 3, 4, 5, 6 e 7 con i becher n.2 e n.3;
  9. Attendere circa 10 minuti per consentire alle reazioni di terminare la liberazione di anidride carbonica;
  10. Pesare i tre becher con le reazioni e annotare le masse finali;

Risultato:














Massa aceto aggiunto alla reazione:

Maceto= Laceto - Taceto= _____________ (1) 

Maceto= Laceto - Taceto= _____________ (2) 

Maceto= Laceto - Taceto= _____________ (3)


Massa complessiva reagenti e becher:

M
iniziale= Tbicchiere + Maceto + Mbicarbonato= _____________ (1)

Miniziale= Tbicchiere + Maceto + Mbicarbonato= _____________ (2)

Miniziale= Tbicchiere + Maceto + Mbicarbonato= _____________ (3)


Massa anidride carbonica prodotta:

MCO2= Mfinale - Miniziale = _____________ (1)
M
CO2= Mfinale - Miniziale = _____________ (2)
M
CO2= Mfinale - Miniziale = _____________ (3)


Anidride carbonica prodotta in ogni becher

_____________ (1) _____________ (2) _____________ (3)

Calcolare con una proporzione quanta anidride carbonica viene prodotta per 1 g di bicarbonato di sodio.


Consigli di sicurezza:

È buona norma indossare camice e occhiali tutte le volte che si esegue un esperimento. Bicarbonato di sodio e aceto sono sostanze sicure. Tuttavia possono essere irritanti a contatto con gli occhi e macchiare gli abiti.


Bibliografia:

http://www.lachimicapertutti.com/wp-content/uploads/2020/06/Scheda-2-bis.pdf

Manuale utilizzo PCR EdvoCycler

L'EdvoCyclerTM Jr. è un termociclatore a 16 pozzetti progettato per facilità d'uso, precisione e riproducibilità sperimentale. Il blocco campione è compatibile con provette PCR singole o in strip da 0,2 mL di dimensioni standard e con volumi PCR compresi tra 15 e 100 μL. Leggere tutte le informazioni in questo opuscolo prima di utilizzare l'unità.

È importante che solo personale adeguatamente addestrato faccia funzionare questa apparecchiatura, in conformità con le istruzioni contenute in questo manuale e con gli standard e le procedure di sicurezza generali. Se l'apparecchiatura viene utilizzata in un modo non specificato da EDVOTEK®, la protezione fornita dall'attrezzatura all'utente potrebbe essere compromessa. Tutte le unità EDVOTEK® sono state progettate per essere conformi ai requisiti di sicurezza internazionali.


Avvertenze
LE ALTE TEMPERATURE SONO PERICOLOSE: possono provocare gravi ustioni agli operatori e incendiare materiale combustibile. 
EDVOTEK® ha prestato grande attenzione nella progettazione di queste unità per proteggere gli operatori dai pericoli, ma gli utenti dovrebbero prestare attenzione ai seguenti punti:
• USARE CURA E INDOSSARE GUANTI DI PROTEZIONE PER PROTEGGERE LE MANI.
• NON mettere oggetti caldi sopra o vicino a oggetti combustibili.
• NON azionare l'unità vicino a liquidi o gas infiammabili.
• NON versare alcun liquido direttamente nell'unità.
• SEMPRE, USARE IL BUON SENSO.
• Quando hai finito di processare i campioni, ricorda che le parti dell'unità - i tubi, i blocchi e associati
accessori - può essere molto caldo. Prendere precauzioni per evitare potenziali ustioni.

AVVERTIMENTO!
Il coperchio riscaldato diventerà molto caldo. Usare estrema cautela per evitare di scottarsi.


Installazione
La confezione contiene l'unità EdvoCyclerTM Jr., il cavo di alimentazione e il manuale di istruzioni.

Collegare l'adattatore di alimentazione in dotazione al connettore del cavo di alimentazione sul retro dell'unità e quindi a una presa elettrica appropriata.
Posizionare l'unità su un banco asciutto e adatto o su un'area di lavoro piana, assicurandosi che tutte le prese d'aria siano libere da ostruzioni e liquidi.
Accendere l'EdvoCyclerTM Jr. utilizzando l'interruttore di alimentazione sul retro dell'unità. L'unità si accenderà e visualizzerà la schermata principale.


Manutenzione dell'utente
NOTA - QUESTA APPARECCHIATURA DEVE ESSERE SMONTATA SOLO DA PERSONALE ADEGUATO ADDESTRATO. LA RIMOZIONE DEI PANNELLI LATERALI, ANTERIORI O POSTERIORI ESPORRE TENSIONI DI RETE POTENZIALMENTE LETALI. NELL'APPARECCHIATURA NON CI SONO PARTI MANUTENIBILI DA PARTE DELL'UTENTE.

Nell'improbabile caso in cui si riscontrino problemi con la propria unità che non possono essere risolti facilmente, è necessario contattare EDVOTEK® per spiegare il problema e ottenere un numero di autorizzazione alla restituzione della merce. Dopo aver ottenuto l'RGA #, restituire l'unità se necessario e includere tutti i dettagli del guasto osservato. Ricordarsi di restituire l'unità nella sua confezione originale. EDVOTEK® non si assume alcuna responsabilità per danni alle unità che non sono adeguatamente imballate per la spedizione.


Pulizia
Prima di pulire l'unità, scollegarla SEMPRE dall'alimentazione e lasciarla raffreddare a una temperatura inferiore a 50 ° C. L'unità può essere pulita strofinando con un panno leggermente inumidito e insaponato. È necessario prestare attenzione per evitare che l'acqua scorra all'interno dell'unità. Non utilizzare detergenti abrasivi.


Garanzia
L'apparecchio è garantito contro qualsiasi difetto di materiale o di lavorazione per tre anni. Il periodo di garanzia decorre dalla data di ricezione ed entro questo periodo tutte le parti difettose saranno sostituite gratuitamente a condizione che il difetto non sia il risultato di uso improprio, incidente o negligenza. L'assistenza in base a questa garanzia deve essere richiesta da EDVOTEK®. Nonostante la descrizione e le specifiche delle unità contenute nel Manuale dell'utente, ED-VOTEK® si riserva il diritto di apportare le modifiche che ritiene più adatte alle unità oa qualsiasi componente delle unità. Questo Manuale è stato preparato esclusivamente per la comodità dei clienti EDVOTEK® e nulla in questo Manuale di istruzioni deve essere considerato come una garanzia, condizione o rappresentazione relativa alla descrizione, commerciabilità, idoneità allo scopo o meno delle unità o dei componenti.


Contatti
Per informazioni tecniche, di vendita o di assistenza, contattare: EDVOTEK, Inc.,
1121 5th Street NW
Washington, DC 20001
1.800.EDVOTEK Fax: 202.370.1501 info@edvotek.com www.edvotek.com


Manuale d'istruzioni:

La schermata principale consente agli utenti di accedere alle funzioni principali di EdvoCyclerTM Jr:
• Nuovo: Consente di creare e salvare un nuovo protocollo PCR.
• Salvato: Carica i protocolli PCR creati in precedenza da modificare o eseguire, inclusi tutti i protocolli di esperimento PCR EDVOTEK®.
• Incubare: Imposta ed esegui un'incubazione istantanea.
• Informazione: Visualizza le informazioni sull'unità EdvoCyclerTM Jr. e aggiorna i protocolli EDVOTEK® PCR 
Toccando uno qualsiasi dei pulsanti verrà caricato il menu corrispondente.

Creare un nuovo programma PCR
Per creare un nuovo protocollo PCR toccare il pulsante "Nuovo" nella schermata iniziale.
La pagina Crea nuovo programma consente di modificare, salvare ed eseguire un nuovo programma. 
Nota: il pulsante "Esegui" non sarà selezionabile fino a quando un programma non sarà stato salvato.

Ogni protocollo utilizzerà un set standard di parametri:

• Steps
Fino a sette fasi selezionabili, comprese 3 fasi che possono essere ripetute ripetutamente. 
Questi passaggi sono pre-etichettati come:
- Trascrizione inversa
- Denaturazione iniziale
- Denaturazione
- La ricottura verrà riciclata
- Estensione
- Estensione finale
- Final Hold
Le fasi di denaturazione, ricottura ed estensione verranno ripetute per il numero di volte indicato nel campo "Numero di cicli". Ciascun passaggio del programma può essere attivato o disattivato toccando il pulsante a sinistra di ogni passaggio. Quando disabilitato, il pulsante visualizzerà "off", il carattere svanirà e le opzioni di temperatura e tempo saranno disabilitate.

• Temperatura
La temperatura per ogni fase può essere impostata tra 14-99 ° C. Per selezionare una temperatura, toccare la casella della temperatura per ogni fase, quindi inserire il valore desiderato utilizzando la tastiera.

• Tempo
Per selezionare un tempo, toccare la casella di attesa del tempo per ogni passaggio, quindi immettere il valore desiderato utilizzando il tastierino. Il tempo deve essere inserito in minuti e secondi (mm: ss). Ciascun passaggio può essere mantenuto per un periodo compreso tra 1 secondo (00:01) e 99 minuti e 99 secondi (99:99). La presa finale si terrà per un tempo infinito.

• Salvataggio di un programma
Toccare il pulsante "Salva" per salvare un programma. La schermata di salvataggio del programma verrà caricata e consentirà di inserire un nome per il programma. I programmi sono limitati a un massimo di 15 caratteri. Premendo Salva si tornerà alla schermata Crea nuovo programma.

• Cancella tutto
Cancella tutte le impostazioni dal programma corrente. Premendo questo pulsante verrà visualizzata una schermata di avviso per confermare.

• Esegui
Per eseguire un programma, toccare il pulsante "Esegui". Nota: il pulsante "Esegui" non sarà attivo finché un programma non sarà stato salvato. Vedere [Salvataggio di un programma] per ulteriori informazioni.


Caricare un programma salvato
Per caricare un programma salvato in precedenza, toccare il pulsante "Salvato" nella schermata iniziale.

Selezionando un protocollo nella schermata Carica programma salvato verranno visualizzate le informazioni sui tempi e le temperature per ciascuna fase. I passaggi disabilitati saranno indicati da trattini nei valori di temperatura e tempo. Toccando le frecce su e giù ti consentirà di scorrere i programmi aggiuntivi.
• Home: Toccando il pulsante "Home" tornerai alla schermata principale
• Nuovo: Toccare il pulsante "Nuovo" per creare un nuovo programma. Vedere [Creazione di un nuovo programma] per ulteriori informazioni.
• Modificare: Toccando il pulsante "Modifica" sarà possibile modificare il protocollo attualmente selezionato. Il programma verrà caricato e può essere modificato, salvato ed eseguito se lo si desidera.

Nota: i programmi standard del kit Edvo possono essere modificati, ma devono essere salvati come un nuovo programma prima di essere eseguiti. Non è possibile sovrascrivere i protocolli standard.

• Elimina
Per eliminare un programma, selezionare il protocollo desiderato e toccare il pulsante "Elimina". Ti verrà chiesto di confermare l'eliminazione. Questa azione non può essere annullata. Nota: non è possibile eliminare i protocolli Edvo-kit standard.

• Esegui
Per eseguire il programma attualmente selezionato toccare il pulsante "Esegui". Ciò avvierà immediatamente la PCR, quindi è importante assicurarsi che i campioni siano stati inseriti nell'EdvoCyclerTM Jr. prima di premere il pulsante "Esegui". Vedere [Esecuzione di un programma PCR] per ulteriori informazioni.

Esecuzione di un programma PCR
• Caricamento dei campioni
Per caricare le provette dei campioni nell'EdvoCyclerTM Jr:
  1. Premere il pulsante di rilascio del coperchio per aprire il coperchio. Fai attenzione se l'unità EdvoCyclerTM Jr. è stata recentemente utilizzata poiché il coperchio potrebbe essere caldo.
  2. Caricare le provette dei campioni nel blocco EdvoCyclerTM Jr.. Tubi o strisce individuali possono essere utilizzati tubi. (Nota: assicurarsi sempre che i coperchi dei tubi siano ben chiusi prima di caricarli nell'EdvoCyclerTM Jr.)
  3. Chiudere il coperchio premendo con decisione fino a quando non si sente un clic.
• Esecuzione di un protocollo PCR
Esistono due metodi per eseguire un protocollo PCR:
- Crea un nuovo protocollo, salva e premi il pulsante "Esegui".
- Carica un protocollo salvato dalla schermata Carica programma salvato e premi il pulsante
Pulsante "Esegui".
La schermata di esecuzione mostrerà una rappresentazione grafica del protocollo e lo stato dell'EdvoCyclerTM Jr. Il programma inizierà con una sospensione iniziale di 3 minuti, che verrà visualizzata nell'angolo inferiore sinistro dello schermo. Durante questa attesa, l'EdvoCyclerTM Jr. si preparerà per il programma PCR e riscalderà il coperchio dell'unità.
Le informazioni verranno visualizzate durante la corsa per indicare lo stato corrente della corsa.
- Il passaggio corrente verrà evidenziato e il tempo rimanente in quel passaggio verrà visualizzato nell'angolo inferiore sinistro dello schermo.
- Il riquadro delle informazioni in basso a destra visualizzerà il tempo rimanente nel protocollo e la temperatura corrente del blocco durante le transizioni tra i passaggi.
Al termine di una corsa, l'EdvoCyclerTM Jr. manterrà all'infinito la temperatura di "tenuta finale" specificata.


Utilizzo della funzione di incubazione istantanea
L'EdvoCyclerTM Jr. può fungere da incubatore utilizzando la funzione Incubazione istantanea. Per accedere al menu di incubazione selezionare l'opzione "Incubare" dalla schermata principale.
La funzione Instant Incubate consente di impostare la temperatura e il tempo per l'incubazione.

Temperatura blocco
La temperatura per l'incubazione può essere impostata tra 14-99 ° C. Per selezionare una temperatura, toccare la casella "Block Temperature" e inserire il valore desiderato utilizzando la tastiera. Nota: il riscaldatore del coperchio si accenderà automaticamente per qualsiasi temperatura del blocco superiore a 39 ° C.

Tempo di incubazione
Per selezionare un tempo, toccare la casella di attesa del tempo per ogni passaggio, quindi immettere il valore desiderato utilizzando il tastierino. Il tempo deve essere inserito in minuti e secondi (mm: ss). L'incubazione può essere mantenuta per un periodo compreso tra 1 secondo (00:01) e 99 minuti e 99 secondi (99:99). Per una tenuta infinita, tocca il pulsante "INF".

Una volta impostati i parametri per la stiva, premere il pulsante "Esegui" per avviare l'incubazione. Dopo che il blocco ha raggiunto la temperatura impostata, partirà un timer per indicare il tempo rimanente. Durante un'incubazione, le opzioni per mettere in pausa o interrompere l'incubazione diventeranno selezionabili. Toccando il pulsante “Pausa” potrai mettere in pausa e poi riprendere un'incubazione. Il pulsante "Stop" terminerà un'incubazione.


Informazioni di sistema

La schermata Informazioni di sistema visualizza il numero di modello e la versione software installata dell'unità EdvoCyclerTM Jr.. Inoltre, la schermata Informazioni di sistema consente di aggiornare i programmi Edvo-kit standard. Per accedere alla schermata Informazioni di sistema toccare il pulsante "Informazioni" nella schermata principale.

• Aggiornamento dei programmi Edvo-kit
È possibile che i programmi EDVOTEK® standard debbano essere aggiornati di tanto in tanto. Per aggiornare la macchina avrai bisogno di una chiavetta USB portatile. Nota: l'aggiornamento dei protocolli standard sovrascriverà i programmi EDVOTEK® precaricati ma non cambierà alcun programma creato dall'utente.
  1. Visitare www.edvotek.com/540 per scaricare l'ultima versione dei programmi PCR.
  2. Decomprimere i file e trascinare tutti i file nella directory principale (di base) dell'unità flash.
  3. Inserire l'unità flash nella porta USB sulla parte anteriore dell'unità EdvoCyclerTM Jr..
  4. Premere la scheda "Informazioni" e quindi premere "Aggiorna programmi Edvo-kit" per aggiornare i programmi. Dopo alcuni secondi, è possibile rimuovere l'unità flash USB.
Aggiornamento del firmware EdvoCyclerTM Jr.
Per aggiornare il firmware su EdvoCyclerTM Jr. è necessaria un'unità flash USB.
  1. Visitare www.edvotek.com/540 per scaricare l'ultima versione del firmware EdvoCyclerTM Jr.
  2. Decomprimere i file e trascinare tutti i file nella directory principale (di base) dell'unità flash.
  3. Inserire l'unità flash nella porta USB sulla parte anteriore dell'unità EdvoCyclerTM Jr. mentre l'unità è spenta.
  4. Con l'unità USB inserita, accendere l'unità. L'aggiornamento richiederà circa 30-90 secondi, durante i quali l'unità non risponderà. Non spegnere lo strumento mentre è in corso un aggiornamento del firmware.
  5. Una volta completato l'aggiornamento, verrà visualizzata la schermata Home. A questo punto, l'EdvoCyclerTM Jr. è pronto per l'uso e l'unità flash può essere rimossa.