Determinazione del numero di molecole di acqua nel Solfato di rame pentaidrato

I composti idrati sono composti che cristallizzano legandosi con un numero di molecole di acqua in un rapporto definito e costante. L’acqua di idratazione viene rilasciata sotto forma di vapore acqueo se il composto viene sottoposto ad un energico riscaldamento.


Durata: 30'


Scopo:

Molti composti incorporano nella loro molecola un certo numero di molecole di acqua (chiamata acqua di cristallizzazione) e per questo sono definiti composti idrati. Lo scopo dell’esperienza è quello di determinare, mediante perdita di peso, il numero di moli di acqua legate al solfato di rame e la percentuale di acqua di idratazione.

Teoria:

I composti idrati sono composti che cristallizzano legandosi con un numero di molecole di acqua in un rapporto definito e costante. L’acqua di idratazione viene rilasciata sotto forma di vapore acqueo se il composto viene sottoposto ad un energico riscaldamento.
La reazione reversibile di idratazione/disidratazione è la seguente:

CuSO4  • n H2→ CuSO4 + n H2O

Dove n è il numero di molecole di acqua (di idratazione) legate ad una unità chimica di CuSO4.
E’ da notare che durante la reazione di disidratazione viene assorbito calore infatti riscaldiamo, mentre durante l’idratazione viene ceduto calore e quindi notiamo un aumento di temperatura.

Materiale:

  • CuSO4  x n H2O

Strumenti:

  • Bilancia tecnica (sensibilità 0,01g)
  • Capsula di porcellana
  • Becco bunsen
  • Treppiede con triangolo refrattario
  • Pinza metallica
  • Bacchetta di vetro 
  • Cucchiaio

Procedimento:

  1. Riscaldare la capsula di porcellana con la fiamma ossidante del bunsen per eliminare eventuali impurità ed allontanare l’umidità.
  2. Raffreddare la capsula in essiccatore o all’aria
  3. Pesare la capsula vuota ed annotare la massa, m1,
  4. Aggiungere da 1 a 2 g di Solfato di Rame idrato ed annotare la massa m2 (assegnare ad ogni gruppo
  5. una massa diversa), spargendolo su tutta la superficie della capsula in uno strato sottile,
  6. Riscaldare la capsula sul bunsen con fiamma ossidante per circa 10 minuti, mescolare con la bacchetta di vetro solo quando il colore iniziale blu è scomparso, il colore del sale anidro deve essere biancastro. Se il sale tende a scurirsi allontanare la capsula dalla fiamma e riprendere il riscaldamento dopo qualche minuto,
  7. Raffreddare la capsula in essiccatore o all’aria,
  8. Pesare la capsula ed annotare la massa m3, del sale anidro,
  9. Effettuare i calcoli tra le masse pesate per ottenere il numero di molecole di acqua di idratazione.

Risultato:

Sapendo che le Masse Molari sono:

di CuSO4 anidro = 159,6 g/mol
di H2O = 18 g/mol

Le moli saranno:

CuSO4 anidro (mol) = m5 (g) / 159,6 (g/mol)

H2O idratazione (mol) = m6 (g) / 18 (g/mol)

n = numero moli di acqua di idratazione = moli H2O idratazione /moli CuSO4 anidro

(arrotondare al numero intero più vicino)

dove n trovato va sostituito in: CuSO4 • nH2O

La percentuale in massa di acqua di idratazione sarà data dalla seguente proporzione

m6 (massaH2O) : m5 (massa CuSO4idrato) = % H2Oidratazione : 100
da cui % H2Oidratazione = (m6 (massaH2O) / m5 (massa CuSO4idrato)) x 100


Consigli di sicurezza:

Il Solfato rameico è irritante a livello cutaneo e oculare, bisogna quindi sempre indossare tutti i dpi necessari. E' inoltre tossico per gli organismi acquatici va quindi smaltito con le apposite modalità.

Commenti:


Bibliografia:

http://www.leviponti.gov.it/Didattica/Dispense/Chimica/ManualeEsperienzeLaboratorioChimicoBiennio.pdf

Il permanganato camaleonte

La reazione del permanganato camaleonte è una reazione di ossidoriduzione in cui le variazioni di colore sono dovute ai vari colori che assume il manganese al variare del suo numero di ossidazione. Grazie a questa esperienza osserveremo il comportamento di questo metallo di transizione in un processo di ossidoriduzione.


Durata: 30'

Scopo:

Osservare la variazione del numero di ossidazione del permanganato di potassio grazie al suo viraggio cromatico caratteristico.

Teoria:

La reazione chimica del camaleonte è una reazione redox che mostra la riduzione del permanganato di potassio (viola) prima a manganato di potassio (verde) e infine a biossido di manganese (marrone/giallo):

KMnO4 (viola) → K2MnO4 (verde) → MnO2 (sospensione marrone/gialla)

12 NaOH + 8 KMnO4 + C6H12O6 → 8 H2O + 8 KOH + 8 MnO2 + 6 Na2CO3

8 Mn  +7 + 24 e- →8 Mn +4
6 C 0 → 6 C +4 + 24 e-

La reazione procede in condizioni alcaline sotto l'influenza di un agente riducente: l'idrossido di sodio è utilizzato per alcalinizzare la soluzione di permanganato, mentre si utilizza uno zucchero come agente riducente.
 

Materiale:

  • Glucosio
  • Acqua distillata 
  • KMnO4 
  • NaOH 

Strumenti:

  • Agitatore magnetico
  • Ancoretta
  • Beuta
  • Cilindro graduato
  • Bilancia tecnica
  • Vetrini d'orologio
  • Spatolina
  • Cucchiaio
  • Becher

Procedimento:

  1. Preparare una soluzione con 4 g di Glucosio e 6,6 g di NaOH in 500 ml di H2O
  2. Preparare una soluzione con 0,02 g di KMnO4 in 50 ml di H2O
  3. Mettere la soluzione di glucosio e idrossido di sodio in una beuta con l'ancoretta magnetica sopra l'agitatore
  4. Versare nella beuta la soluzione di permanganato di potassio
  5. Osservare

Risultato:

Le soluzioni nella beuta reagiscono cambiando colore, dal viola al verde al giallo, con un processo di ossidoriduzione in cui: 
-il permanganato (ossidante) si riduce, ovvero aumenta i propri elettroni e quindi abbassa il suo numero di ossidazione, da ione permanganato +7 (viola) si riduce a ione manganato +6 (verde) e si riduce ulteriormente a ossido di manganese +4 (giallo).
-il glucosio (riducente) si ossida, ovvero cede elettroni e quindi aumenta il proprio numero di ossidazione, da carbonio 0 si ossida a carbonio +4.
Un bell’esempio di reazione chimica in cui è utilizzato il manganese che è un metallo di transizione, quindi presenta più numeri di ossidazione e ciascuna specie è caratterizzata da un diverso colore.

 

Consigli di sicurezza:

L'idrossido di sodio e il permanganato di potassio possono causare irritazioni e ustioni chimiche a contatto con la pelle o le mucose, utilizzare sempre i dpi necessari. 
Il permanganato di potassio è altamente tossico per gli organismi acquatici è quindi necessario smaltirlo in modo adeguato.

Commenti:

Bibliografia:

Camaleonte chimico - https://it.qaz.wiki/wiki/Chemical_chameleon
https://www.chimicamo.org/chimica-generale/reazione-camaleonte/
https://www.greelane.com/it/scienza-tecnologia-matematica/scienza/how-to-do-color-change-chameleon-4057571

Formula di un composto

Ogni molecola è rappresentata da una formula chimica che ne definisce la composizione: quali elementi la costituiscono e quanti atomi di ciascun elemento sono presenti.
Nelle formule chimiche gli elementi del composto sono indicati con i loro simboli chimici e un numero in basso a destra chiamato indice numerico che esprime il numero di atomi di quell'elemento presenti nella molecola del composto. 
E' possibile determinare la formula di un composto conoscendone la sua composizione in percentuale e la sua massa molecolare.

Durata: 30'


Scopo:

ricavare la formula dell’ossido di magnesio

Teoria:

L'ossido di magnesio è un composto ottenuto mediante la reazione chimica di combustione, che avviene bruciando il magnesio sulla fiamma di un Bunsen.
Un nastro di magnesio di massa nota, posto in un crogiolo di porcellana, genera l'ossido di magnesio secondo la reazione: .

Mg(s) + O2(g)  MgO(s)

Materiale:

  • Nastro di magnesio

Strumenti:

  • Crogiolo di porcellana con coperchio 
  • Bunsen
  • Bilancia con sensibilità di 0,01 g o superiore 
  • Triangolo di porcellana
  • Treppiede

Procedimento:

  1. Pesare il crogiolo di porcellana pulito con il suo coperchio, la sua massa sarà m1;
  2. Introdurre nel crogiolo il nastro di magnesio tagliato a pezzettini tale che la sua massa sia circa 0,45-0,5 g (per i diversi gruppi). La massa del crogiolo con il coperchio e il magnesio sarà m2;
  3. Porre il crogiolo su un triangolo refrattario appoggiato su un treppiede e scaldare con un Bunsen prima a fiamma bassa e poi vivace;
  4. Lasciare una piccola fessura fra il crogiolo e il suo coperchio per ridurre le perdite di ossido di magnesio e, nello stesso tempo, per permettere all’aria di entrare;
  5. Quando il magnesio è completamente trasformato in ossido (circa 10 min.), allontanare la fiamma del Bunsen e lasciare raffreddare;
  6. Pesare il crogiolo con il coperchio più l’ossido di magnesio, la sua massa sarà m3

Risultato:


Prima del riscaldamento
Massa del crogiolo + coperchio = 27,50 g (m1)
Massa del crogiolo + coperchio + magnesio = 27,99 g (m2)
Massa del magnesio = 0,49 g (m2 – m1)

Dopo il riscaldamento
Massa del crogiolo + coperchio + ossido di magnesio = 28,31 g (m3)
Massa dell’ossigeno combinato= 0,32 g (m3 – m2)
Poiché la massa molare del magnesio è 24,32 g/mol e quella dell’ossigeno 16,00 g/mol: 
moli di magnesio = 0,49 g = 0,02 mol     24,32 g/mol
moli di ossigeno = 0,32 g = 0,02 mol     16,00 g/mol

I valori trovati rappresentano le moli con cui il magnesio e l’ossigeno sono presenti nel composto, per cui la formula dell’ossido di magnesio è  Mg 0,02 O 0,02.
Poiché non è possibile scrivere composti con l’indice decimale, dividiamo ciascuno indice per 0,02 per cui la formula dell’ossido di magnesio diventa MgO.

Consigli di sicurezza:

Dato l'utilizzo di fiamme libere lavorare sotto cappa aspirante con vetro protettivo abbassato.

Commenti:


Bibliografia:

http://www.leviponti.gov.it/Didattica/Dispense/Chimica/ManualeEsperienzeLaboratorioChimicoBiennio.pdf

Fotosintesi clorofilliana


La cattura dell’energia solare da parte di organismi fotosintetici e la sua conversione nell’energia chimica di composti organici ridotti è la fonte di quasi tutta l’energia biologica. Gli organismi fotosintetici intrappolano l’energia solare e formano ATP e NADPH che vengono poi utilizzati come fonte di energia per la produzione di carboidrati ed altri composti organici a partire da CO2 e H2O ; contemporaneamente questi processi rilasciano O2 nell’atmosfera.

Durata: 1 ora

Scopo:

Evidenziare l'importanza di alcuni fattori (luce e CO2) nell'efficacia del processo di fotosintesi.
Verificare la produzione di ossigeno durante il processo fotosintetico.

Teoria:

La fotosintesi clorofilliana avviene nei cloroplasti delle cellule vegetali. E' un processo in base al quale anidride carbonica e acqua vengono combinate per produrre zuccheri ed amidi. Perchè questa sintesi possa avvenire, occorre dell'energia che viene fornita dalla luce del Sole. Le piante utilizzano queste sostanze e vari composti di azoto anche per produrre proteine. In questo modo, le piante sono in grado di fabbricare da sè le sostanze di cui hanno bisogno (autotrofi), mentre gli animali, per ottenerle, devono cibarsi di piante o di altri animali (eterotrofi). 
Come "scarto" del processo fotosintetico si ha ossigeno dalla reazione:
 
6 CO2 + 6 H2O + energia  =  C6H12O6  + 6 O2.

Materiale:

  • Acqua
  • Piantina di Elodea 

Strumenti:

  • Becher
  • Imbuto di vetro
  • Provetta

Procedimento:

  1. Mettere la piantina di Elodea in un grosso becher 
  2. Porre l'imbuto rovesciato sopra la piantina
  3. Riempire con acqua il becher e l'imbuto
  4. Riempire d'acqua la provetta e capovolgerla infilandola sopra l'imbuto
  5. Ripetere lo stesso procedimento con una seconda piantina
  6. Esporre alla luce e attendere qualche minuto la prima
  7. Mettere in un luogo totalmente buio la seconda

Risultato:

Dopo alcuni minuti, possiamo osservare delle bollicine di gas (ossigeno) risalire dalla prima piantina lungo l’imbuto e poi nella provetta rovesciata; il gas si accumula sul fondo rovesciato della provetta, riducendo il livello dell’acqua nella provetta stessa. Con un fiammifero possiamo dimostrare che il gas prodotto è proprio ossigeno: se avviciniamo rapidamente il fiammifero quasi spento alla provetta mentre la estraiamo dall’acqua, il gas ravviverà la fiamma.
La seconda piantina posta al buio non ha generato ossigeno perché non si è verificata la fotosintesi.


Commenti:


Bibliografia:

https://online.scuola.zanichelli.it/barbonescienzeintegrate/files/2010/03/V05_03.pdf
https://www.funsci.it/files/Esperimenti-di-educazione-ambientale.pdf

Fermentazione alcolica dei lieviti

La fermentazione è un processo metabolico che avviene in assenza di ossigeno. Nel corso delle reazioni, il glucosio viene trasformato in altri composti organici, producendo energia.

I lieviti sono organismi eterotrofi anaerobi facoltativi: in assenza di ossigeno, ottengono energia per la loro sopravvivenza dalla fermentazione dello zucchero glucosio che viene trasformato in alcol etilico e diossido di carbonio.


Durata: 1 ora

Scopo:

Dimostrare che durante la fermentazione del lievito di birra vengono prodotti anidride carbonica ed etanolo (alcol etilico). 


Teoria:

Gli acini di uva, a osservarli bene, sono ricoperti spesso da una patina biancastra. Essa contiene una certa quantità di lieviti, appartenenti alla divisione Ascomycota.

Come detto, i lieviti sono in grado di attuare sia un metabolismo aerobico che anaerobico: per tale motivo vengono anche definiti anaerobi facoltativi.

Tutti i lieviti, in presenza di ossigeno, iniziano velocemente a moltiplicarsi, producendo anidride carbonica come sottoprodotto. Quando l’ossigeno incomincia a scarseggiare, inizia la respirazione anaerobica, in cui scindono gli zuccheri semplici producendo anidride carbonica e alcool etilico.

In assenza di ossigeno, quindi, i lieviti sono in grado di trasformare il piruvato in etanolo secondo due reazioni consecutive: la prima consiste nella decarbossilazione del piruvato mentre la seconda tappa è la riduzione dell’acetaldeide in etanolo.

La reazione che siamo abituati a vedere è la seguente :

C6H12O6 ⇒ 2 CH3CH2OH + 2 CO2

glucosio ⇒ etanolo + anidride carbonica


Materiale:

  • soluzione di acqua e zucchero con lievito
  • blu di bromotimolo
  • soluzione NaOH 10%
  • reattivo di Lugol

Strumenti:

  • aste di sostegno con pinza
  • provette
  • pipette
  • tappo di gomma forato
  • tubo di gomma

Procedimento:


Produzione di anidride carbonica da fermentazione:
    1. Fissare in posizione verticale sulle aste di sostegno due provette mediante le pinze metalliche
    2. In una provetta mettere la soluzione di acqua e zucchero con lievito 
    3. Nell’altra provetta mettere la soluzione di blu di bromotimolo
    4. Mettere il tappo di gomma a chiudere la provetta contenente la soluzione con il lievito
    5. Collegare il tubo al tappo di gomma e immergere l’altra estremità nella soluzione di blu di bromotimolo (per velocizzare la fermentazione mettere la provetta in bagno termostato a 40-50°C
    6. Eseguire lo stesso procedimento con una soluzione di acqua e lievito senza zucchero per verificare l'esperienza

Produzione di etanolo da fermentazione:
    1. Con una pipetta trasferire circa 5 mL di soluzione contenente il lievito in una provetta
    2. Aggiungere 2 mL di NaOH al 10% e mescolare delicatamente
    3. Aggiungere circa 3 mL goccia a goccia di reattivo di Lugol e mescolare


Risultato:

Dopo qualche minuto dalla provetta contenente il lievito si vedranno salire alcune bollicine di gas che, passando attraverso il tubo di sviluppo, raggiungeranno la soluzione di blu di bromotimolo.

Dopo circa 5 minuti, sul fondo della provetta si forma un precipitato giallo,  lo iodoformio, un composto prodotto dalla reazione fra l’alcol etilico e lo iodio del reattivo di Lugol.


Commenti:



Bibliografia:

Husak_prima_Quaderno di laboratorio.pdf
https://lezioniignoranti.altervista.org/fermentazione-alcolica-esperimento/

Ossidi acidi e basici

Bruciando lo zolfo (che è naturalmente presente nei combustibili fossili come il carbone e il petrolio) si formano ossidi di zolfo, gas che si disperdono in atmosfera, dove si sciolgono nelle goccioline d'acqua delle nubi per formare acido solforico, e provocano così le piogge acide.
Viceversa, quando i metalli si ossidano si formano ossidi e idrossidi che, in acqua, impartiscono un carattere basico alla soluzione.
In questa esperienza ricreeremo questi fenomeni in laboratorio, per mostrare come dai metalli si ottengano ossidi basici, mentre dai non metalli si ottengano ossidi acidi.

Reazioni chimiche e trasformazioni fisiche

Le trasformazioni fisiche della materia sono trasformazioni reversibili nelle quali non si ha la formazione di nuove sostanze. Se per esempio sottoponiamo a ebollizione un campione di acqua, o a fusione un pezzo di ferro, o modelliamo dell'alluminio, stiamo effettuando delle trasformazioni fisiche.

Le reazioni chimiche modificano le sostanze trasformandole, non influenzano i suoi costituenti fondamentali (gli atomi) ma solo la maniera in cui sono legati tra loro generando degli effetti anche visibili: cambiamento di colore, formazione di precipitato, liberazione di gas, ecc.

Durata: 1 ora

Scopo:

Comprendere la differenza tra una trasformazione fisica e una reazione chimica

Teoria:

Le trasformazioni fisiche producono una modificazione fisica della materia e non producono nuove sostanze anche se le proprietà della materia possono cambiare (es. ghiaccio che fonde)

Le reazioni chimiche sono modificazioni che comportano una variazione della composizione chimica delle sostanze con formazione di nuove sostanze o la scomparsa di sostanze presenti in precedenza.

Nelle trasformazioni chimiche le sostanze originarie si dicono reagenti, le nuove sostanze prendono il nome di prodotti.

Per rappresentare una reazione chimica si scrivono a sinistra i reagenti e a destra i prodotti, collegati da una freccia:

REAGENTI → PRODOTTI

Non sempre è facile riconoscere a vista se una trasformazione è chimica o fisica.

Per riconoscere la natura della trasformazione si deve far ricorso all’analisi chimica, che permette di determinare con notevole sicurezza la composizione dei reagenti e dei prodotti.


Materiale:
  • Aceto
  • Bicarbonato di sodio
  • NaCl
  • AgNO3
  • Acqua distillata
  • Acqua di rubinetto
  • Candela
  • Accendino
  • Idrolitina o brioschi
  • Idrossido di calcio
  • Blu di bromotimolo
  • Colorante verde alimentare
  • Aceto rinforzato
  • Conchiglia
  • Granito
  • Acqua ossigenata 30%
  • Lievito di birra
  • Detersivo per piatti

Strumenti:

  • portaprovette
  • provette
  • cannucce
  • spatoline
  • contagocce
  • tappo provetta con tubo in silicone
  • vaschetta
  • cilindro graduato

Procedimento:

  1. effettuare le seguenti trasformazioni dall'1 all'8 nelle provette a disposizione
  2. utilizzare la vaschetta e il cilindro graduato per la trasformazione 10
  3. costruire una tabella in cui si definiscono quali sono le trasformazioni fisiche e quali le reazioni chimiche in relazione alle osservazioni

titolo

reazione chimica

reazione fisica

materiali e metodo x 1 prova

1

formazione bollicine

Aceto più bicarbonato

aceto + sale

aceto, bicarbonato, 2 provette, cucchiaino, sale

2

precipitato bianco

AgNO3 vs H2O + NaCl

AgNO3 vs H2Odist

nitrato argento (contagocce), sale, acqua distillata, 2 provette, cucchiaino

3

effervescenza

acqua +Idrolitina 

acqua e bicarbonato

idrolitina, bicarbonato, 2 provette, , cucchiaino

4

fiamma

Lumino che brucia con porcellana sopra

lumino che fonde

2 lumini, fiammiferi, capsula di porcellana, piastra riscaldante, 1 vaso di alluminio, pinza di legno

5

soffio bianco

Soffiare nell’acqua di calce

Soffiare nell'acqua del rubinet.

acqua di calce, 2 pipette da soffiare, 2 provette e, acqua rubinetto

6

soffio giallo

Soffiare in una soluzione di acqua oligominerale con blu di bromo timolo

Soffiare in una soluzione di acqua oligominerale con color. Alimentare verde

2 cannucce, blu di bromotimolo, 2 provette, colorante alimentare verde, acqua distillata

7

doppia trasformazione

idrolitina + acqua e raccogliere CO2 nell'acqua di calce

idrolitina + acqua e raccogliere CO2 nell'acqua

4 provette, 2 sistemi composti da tappo, tubo rigido e tubo silicone (vedi foto sotto), acqua di calce, idrolitina, acqua

8

doppia trasformazione 2

idrolitina + acqua e raccogliere CO2 in H2O dist + blu di bromotimolo

idrolitina + acqua e raccogliere CO2 nell'acqua distillata 

4 provette, 2 sistemi composti da tappo, tubo rigido e tubo silicone (vedi foto sotto), latte di calce, bludi bromotimolo, acqua

9

aceto rinforzato

aceto rinforzato (in contagocce) su pezzo di calcare (per es conchiglia

aceto rinforzato (in contagocce) su pezzo di granito

aceto rinforzato in contagocce, conchiglie, granito, 2 piastre petri

10

Dentifricio dell'elefante

Acqua ossigenata detersivo e lievito di birra

Acqua ossigenata, detersivo  e sale 

Si libera ossigeno molecolare


 

 

 


Risultato:

Le reazioni chimiche mostrano sempre un cambiamento sostanziale, come la formazione di un precipitato, il cambiamento di colore o la liberazione di un gas, quindi i prodotti sono diversi dai reagenti utilizzati.

Consigli di sicurezza:

Utilizzare sempre tutti i dpi disponibili (camice, guanti e occhiali), fare attenzione in particolar modo:
-al AgNO3 per le sue proprietà corrosive, smaltirlo in modo idoneo per la sua tossicità ambientale.
-al Perossido d'idrogeno concentrato per le sue capacità altamente corrosive, utilizzare sempre i DPI.

Commenti:

Bibliografia: